AI WAR – L’Intelligenza Artificiale nei Conflitti
In questo libro troviamo alcuni dei suoi brani che, a prescindere dalla propria religione, è un piacere leggere, brani che toccano la ragione, toccano il cuore, toccano l'anima.
Psicologo Digitale, Neuropsicologo, Docente, Scrittore - @ mentelab@tiscali.it - Castelfranco Veneto - TV -
AI WAR – L’Intelligenza Artificiale nei Conflitti
La vita dei mortali non può mai essere libera dall'inganno, ci ricorda Isidoro di Siviglia,
ecco che in questo florilegio di meditazioni l'autore scandaglia l'animo umano.
Non mandare in rovina la tua vita con l’invidia e l’inganno, col cruccio e l’astio, con la
cattiveria di qualsiasi specie: saresti altrimenti un morto vero che ha perso la sua vita.
(Efrem il Siro) Il Signore rivela l'inganno dei pensieri, mette a nudo i segreti delle menti,
non giudica, ma spiega. (Pietro Crisologo)
La forza dell'anima come acciaio che affila le armi, deve correggere e tenere lontano l'inganno
e le calunnie del maligno. (Ildegarda di Bigen)
Vorrei che Dio mi desse la sicurezza che in questo non c’è inganno... l’anima, infatti, viene
condotta alla piena conoscenza di se stessa e della bontà di Dio. (Angela da Foligno)
Meditazioni dai Padri della Chiesa
Dov'è la grandezza di una persona? "Nella grandezza incontenibile ,nella forza incomparabile, nella sapienza senza confronto ?"
Non sono la ricchezza, la gloria, il dominio, la bellezza, il potere, che rendono veramente grandi. "La ricchezza non è un male se si è interiormente liberi", "Cela la gloria alla Salvezza". Chi idolatra queste cose, che sono in se stesse buone, finisce con l’avvilirsi.
Ciò che va evitato è la falsa stima di sé, fondata sulla presunzione e sull’orgoglio, la vera stima di sé è l'umiltà, "Il sentimento dell'orgoglio è sempre lì a tramare contro le virtù."
Ecco un libro di introspezione psicologica che scandaglia gli abissi del cuore, che guida al percorso di crescita insieme ai Padri della Chiesa.
Dobbiamo combattere contro le nostre paure e insicurezze.
Un aiuto ci può arrivare dalla saggezza dei Padri del Deserto
maestri nel combattimento spirituale.
Il rimedio più efficace è il pénthos , cioè vivere e accettare
la nostra condizione con la pazienza.
"La bocca del leone facilmente divora colui che si rattrista" ma
"Chi ha acquistato la purezza del cuore, ha vinto la paura."
Leggendo questa raccolta di Detti rifiorirà uno spirito nuovo e forte.
Il 90% dei ragazzi si affretta a rispondere appena il cellulare squilla/vibra evidenziando quello che alcuni ricercatori ( Robert Rosenberger Georgia Institute of Technology) l’hanno definita "Phantom Vibration Syndrome" (PVS) sindrome da vibrazione, un'epidemia che contagia molti giovani e non ossessionati nel consultare immediatamente lo smartphone al primo squillo o vibrazione.
L’ UCSF (Università della California Sanfrancisco) dimostra come l’uso eccessivo degli smartphone, privi il cervello delle micro fasi di riposo, togliendo spazio così alla creatività , all’inventiva e alla memoria.
Altre ricerche evidenziano come un frenetico uso dello smartphone sia correlato ( rapporto di reciprocità, di interdipendenza ) con la diminuzione della memoria e, della creatività.
( ricerca Flurry ) Trascorriamo mediamente 5 ore al giorno sui nostri smartphone, prevalentemente in attività di comunicazione sui social e texting scrittura su social.
Viviamo così uno tsunami di informazioni, che spesso diventano disinformazione, che si diffondono rapidamente da persona a persona, comportandosi proprio come "meccanismi virali" ( B.W. Burroughs) nutrendosi e diventando più forti mentre si diffondono.
(Università del Texas, mostra in una sua ricerca)
Anche la sola presenza dello smartphone acceso e disponibile rende "più stupidi", ( effetto brain drain ) per lo "sforzo" richiesto nel controllare/non controllare il proprio smartphone/computer.
Tale sforzo mentale utilizza una parte del nostro cervello e, per questo motivo,che la sola presenza dello smartphone è sufficiente per ridurre le nostre capacità cognitive.
Il problema non è l’oggetto in sé ma il suo utilizzo. In un test effettuato (Media multitaskers pay mental price, Stanford study shows) , studenti multifunzionali (che svolgono più attività contemporaneamente ) non riuscivano a ignorare ciò che non era/era importante peggiorando le loro capacità cognitive.
Tali fenomeni di iperinformazione raggiungono spesso aspetti di viralità, tanto che alcuni arrivano a dire che stiamo ormai vivendo una pandemia di informazioni (R.Watson), sopraffatti da dati compilati frettolosamente, di provenienza scadente e non verificati.
Ci sono troppe informazioni e opinioni che circolano, e circolano troppo velocemente, con il risultato paradossale di essere scarsamenti informati se non addirittura disinformati, (vedi il fenomeno fake news).
Quale mascherina ,disinfettanti, vaccini di protezione possiamo/dobbiamo utilizzare ?
Il distanziamento dai social media, al fine di sedare la prima pandemia postmoderna.Si consiglia di leggere le notizie lentamente ( meno scrolling veloce e superficiale), leggere con spirito critico, meno risposte di impulso , indagare sulle fonti delle notizie , fermarsi spesso e leggere e rileggere la notizia magari su carta ogni volta che è possibile,soprattutto sulle questioni complesse, fare maggior attenzione a ciò che si posta e si condivide nei social e nella cerchia dei gruppi di amici .
Altri autori si spingono oltre: le piattaforme dei social media dovrebbero costruire una certa la distanza sociale nelle loro interfacce. Potrebbero implementare un design antivirale (Mirani) creando deliberatamente "attrito" per l'utente che rende più difficile la condivisione delle informazioni, per altri la soluzione sta nell’ imporsi serate/giornate senza social media tutto a beneficio della nostra salute mentale.
Ognuno di noi può limitare questa diffusione di InfoPandemia, le nostre azioni possono diffondere il virus o promuovere il benessere mentale.
A voi la scelta attraverso un impegno attento e responsabile.