domenica 26 febbraio 2023

Pubblicazioni

  AI WAR – L’Intelligenza Artificiale nei Conflitti

Il volume esplora in profondità il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nei conflitti armati moderni. Attraverso l’analisi di droni autonomi, sistemi di sorveglianza predittiva e algoritmi decisionali, riflette sulle trasformazioni strategiche apportate dalle tecnologie IA. Il cuore del discorso verte sulla tensione tra efficacia tattica e responsabilità umana, sottolineando che l’autonomia delle macchine solleva questioni centrali su controllo, accountability e diritti umani.
Il libro approfondisce il fenomeno dei "killer robots" – droni e sistemi autonomi in grado di selezionare e ingaggiare bersagli senza intervento umano. Questa delega decisionale solleva il nodo etico della responsabilità: chi risponde se una macchina compie un errore fatale?

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Il testo evidenzia che l’uso di sistemi IA per identificare bersagli è già stato oggetto di condanne ONU, sottolineando l’urgenza di un quadro normativo rigoroso.
Un ulteriore punto di riflessione riguarda i rischi legati ai dati errati o ai pregiudizi nei modelli utilizzati dall’IA, che possono portare a identificazioni sbagliate e vittime civili. Tornano quindi in primo piano i limiti dell’automatizzazione bellica.
Non solo conflitti reali, ma anche corse globali all’armamento algoritmico dei vari Stati. Si delinea una possibile IA al servizio di logiche geopolitiche e industriali.
L'autore Daniele Pauletto, gia' noto per altre pubblicazioni specialistiche sull'AI, basandosi su bibliografia specialistica presenta un testo come un approfondimento ben documentato, equilibrando rigore tecnico con riflessioni etiche. Più che proporre soluzioni, punta a sensibilizzare sul confine sottile tra progresso militare e perdita di controllo morale.
Esso sviluppa un Approfondimento interdisciplinare che unisce diritto internazionale, etica, tecnologia e geopolitica; porta Riferimenti concreti con casi reali sui conflitti attuali rendono vive le riflessioni; Stimola il dibattito, non offre risposte preconfezionate, ma invita a un confronto critico urgente.
AI WAR è un testo fondamentale per chi voglia comprendere le implicazioni morali e giuridiche dell’intelligenza artificiale nei conflitti. Non un manuale tecnico, ma un campanello d’allarme culturale: se vogliamo preservare un minimo di umanità nella guerra, occorre ripensare ora le regole – e subito.


Filosofo, teologo, mistico, poeta e pastore, Agostino è stato certamente una delle figure che hanno saputo esercitare una profonda e duratura influenza in ogni campo della cultura occidentale. Nessuno come lui è riuscito a capire la natura umana, e la sua stessa avventura esistenziale, simbolo dell'eterna ricerca di Dio da parte dell'uomo. Agostino è capace ancora oggi di commuovere, emozionare, insegnare. Uno dei meriti, e non l'ultimo, del vescovo d'Ippona è quello di aver ricondotto tutte le virtù al tema eterno dell'amore.
In questo libro troviamo alcuni dei suoi brani che, a prescindere dalla propria religione, è un piacere leggere, brani che toccano la ragione, toccano il cuore, toccano l'anima.


giovedì 21 aprile 2022

INGANNI dai Pensieri

                                             


La vita dei mortali non può mai essere libera dall'inganno, ci ricorda Isidoro di Siviglia, 

ecco che in questo florilegio di meditazioni l'autore scandaglia l'animo umano.  

Non mandare in rovina la tua vita con l’invidia e l’inganno, col cruccio e l’astio, con la 

cattiveria di qualsiasi specie: saresti altrimenti un morto vero che ha perso la sua vita.

(Efrem il Siro) Il Signore rivela l'inganno dei pensieri, mette a nudo i segreti delle menti,

non giudica, ma spiega. (Pietro Crisologo)


La forza dell'anima come acciaio che affila le armi, deve correggere e tenere lontano l'inganno 

e le calunnie del maligno. (Ildegarda di Bigen) 


Vorrei che Dio mi desse la sicurezza che in questo non c’è inganno... l’anima, infatti, viene 

condotta alla piena conoscenza di se stessa e della bontà di Dio. (Angela da Foligno)


sabato 5 marzo 2022

Abisso il cuore dell'uomo

 

Viviamo in mondo accelerato e ciò ci lascia sulla pelle una sensazione 
di ansia, non c'è tempo per guardarsi dentro, "Siamo come nel sonno."(Cirillo) 
Quando si perde il contatto con la pace interiore, si perde il contatto con se stessi. 
"Una schiavitù esteriore, porta una prigionia interiore" (Crisostomo)
La mente porta in sé il desiderio di apprendere verità di Assoluto, di Luce.
”Cibo della mente è la serenità interiore." (Gregorio)
Ecco un cammino di introspezione insieme al alcuni Padri della Chiesa 
da scoprire nel libro.


"Come l'occhio cerca naturalmente la luce e la vista, così la nostra mente
porta in sé il desiderio di apprendere la verità." (Origene) 


domenica 16 gennaio 2022

Patre

 Meditazioni dai Padri della Chiesa


Dov'è la grandezza di una persona? "Nella grandezza incontenibile ,nella forza incomparabile, nella sapienza senza confronto ?"

Non sono la ricchezza, la gloria, il dominio, la bellezza, il potere, che rendono veramente grandi. "La ricchezza non è un male se si è interiormente liberi", "Cela la gloria alla Salvezza". Chi idolatra queste cose, che sono in se stesse buone, finisce con l’avvilirsi. 

Ciò che va evitato è la falsa stima di sé, fondata sulla presunzione e sull’orgoglio, la vera stima di sé è l'umiltà, "Il sentimento dell'orgoglio è sempre lì a tramare contro le virtù."

Ecco un libro di introspezione psicologica che scandaglia gli abissi del cuore, che guida al percorso di crescita insieme ai Padri della Chiesa. 







sabato 18 dicembre 2021

Combattimento contro il maligno

 Dobbiamo combattere contro le nostre paure e insicurezze.

Un aiuto ci può arrivare dalla saggezza dei Padri del Deserto 

maestri nel combattimento spirituale.


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Il rimedio più efficace è il pénthos , cioè vivere e accettare 

la nostra condizione con la pazienza.

"La bocca del leone facilmente divora colui che si rattrista" ma 

"Chi ha acquistato la purezza del cuore, ha vinto la paura." 

Leggendo questa raccolta di Detti rifiorirà uno spirito nuovo e forte.


sabato 29 agosto 2020

 

InfoPandemia : anche le informazioni possono diventare virus



Il 90% dei ragazzi si affretta a rispondere appena il cellulare squilla/vibra evidenziando quello che alcuni ricercatori ( Robert Rosenberger  Georgia Institute of Technology) l’hanno definita  "Phantom Vibration Syndrome" (PVS) sindrome da vibrazione, un'epidemia che contagia molti giovani e non ossessionati nel consultare immediatamente lo smartphone al primo squillo o vibrazione.

 

L’ UCSF (Università della California Sanfrancisco) dimostra come l’uso eccessivo degli smartphone, privi il cervello delle micro fasi di riposo, togliendo spazio così alla creatività , all’inventiva e alla memoria.

 

Altre ricerche evidenziano come un frenetico uso dello smartphone sia correlato ( rapporto di reciprocità, di interdipendenza ) con la diminuzione della memoria e, della creatività.


( ricerca  Flurry ) Trascorriamo mediamente 5 ore al giorno sui nostri smartphone, prevalentemente in attività di comunicazione sui social e texting scrittura su social.

Viviamo così uno tsunami di informazioni, che spesso diventano disinformazione, che si diffondono rapidamente da persona a persona, comportandosi proprio come "meccanismi virali" ( B.W. Burroughs) nutrendosi e diventando più forti mentre si diffondono. 



(Università del Texas, mostra in una sua ricerca)

Anche la sola presenza dello smartphone acceso e disponibile rende "più stupidi", ( effetto brain drain ) per lo "sforzo" richiesto nel controllare/non controllare il proprio smartphone/computer.

Tale sforzo mentale utilizza una parte del nostro cervello e, per questo motivo,che la sola presenza dello smartphone è sufficiente per ridurre le nostre capacità cognitive.


Il problema non è l’oggetto in sé ma il suo utilizzo. In  un test effettuato (Media multitaskers pay mental price, Stanford study shows) , studenti multifunzionali (che svolgono più attività contemporaneamente ) non riuscivano a ignorare ciò che non era/era importante peggiorando le loro capacità cognitive.

 

Tali fenomeni di iperinformazione raggiungono spesso aspetti di viralità,  tanto che alcuni arrivano a dire che stiamo ormai vivendo una pandemia di informazioni (R.Watson), sopraffatti da dati compilati frettolosamente, di provenienza scadente e non verificati.

Ci sono troppe informazioni e opinioni che circolano, e circolano troppo velocemente, con il risultato paradossale di essere scarsamenti informati se non addirittura disinformati, (vedi il fenomeno fake news).

 

Quale mascherina ,disinfettanti, vaccini di protezione possiamo/dobbiamo utilizzare ?

Il distanziamento dai social media, al fine di sedare la prima pandemia postmoderna.Si consiglia di leggere le notizie lentamente ( meno scrolling veloce e superficiale), leggere con spirito critico, meno risposte di impulso , indagare sulle fonti delle notizie , fermarsi spesso e leggere e rileggere la notizia magari su carta ogni volta che è possibile,soprattutto sulle questioni complesse, fare maggior attenzione a ciò che si posta e si condivide nei social e nella cerchia dei gruppi di amici .

Altri autori si spingono oltre:  le piattaforme dei social media dovrebbero costruire una certa la distanza sociale nelle loro interfacce. Potrebbero implementare un design antivirale (Mirani) creando deliberatamente "attrito" per l'utente che rende più difficile la condivisione delle informazioni, per altri la soluzione sta nell’ imporsi serate/giornate senza social media tutto a beneficio della nostra salute mentale.

Ognuno di noi può limitare questa diffusione di InfoPandemia,  le nostre azioni possono diffondere il virus o promuovere il benessere mentale. 

A voi la scelta attraverso un impegno attento e responsabile.

sabato 9 maggio 2020

Accidia e Paure post Quarantena

Questo lungo periodo di quarantena forzata ha innescato un' inaspettato Virus che colpisce questa volta non il corpo ma la mente.( vedi mio decalogo Quarantena)
Stiamo passando da #IoRestoACasa a #IoRestoTriste, e la persona colpita manifesta i sintomi che gli antichi chiamavano Accidia.



Accidia come svogliatezza, tedio, sconforto, pigrizia e inerzia spirituale (akedìa), negligenza, mancanza d'interesse,fiacchezza (deilìa), abbattimento (katepheia), tristezza (lype) , stanchezza del cuore (pehloped), frustrazione (unynie),per altri la tirannia dello scoraggiamento (athymìa).Il termine più vicino a noi viene dal latino taedium.
Ecco allora che si manifesta in noi una preoccupazione eccessiva per il futuro, angosciandosi di fronte alla prospettiva di una insostenibile povertà o malattia capace di colpire segnando il nostro corpo.(  il 37,8% ha paura che ammali un familiare e 15,4% che si ammali un amico )
Alcuni hanno cercato di esorcizzarla durante la Quarantena con il peccato di gola, un'iperalimentazione, soprattutto negli anziani,
che ora però scopriamo un pò tutti appena ricominciamo ad uscire di casa con qualche, forse troppi, kili di troppo accumulati.( 48% combatte lo stress col cibo ricerca )
Ma un'altro sintomo dell'accidia si presenta come pigrizia in sé e per sé, svogliatezza (spopolano i meme  sul web Abbiamo salvato l'Italia restando in pigiama ), non si vedeva l'ora di uscire di casa e invece rimaniamo/preferiamo restare a casa ( il 68% sta vivendo molto male la possibilità di uscire di casa secondo una ricerca ), complice forse ancora la paura.
E' come se questa lunga reclusione ci avesse lasciato un disagio di fondo, una insoddisfazione irrisolta nei confronti della nostra vita, uno stato di scoraggiamento generalizzato.( nel 78% il sentimento dominante in quarantena è stato l’ansia e il senso di oppressione).
In questo caso si parla di “sindrome  del prigioniero"  cioè ’evitare il contatto con l’esterno dopo un lungo isolamento, come appunto quello sperimentato in occasione della diffusione del coronavirus   difficoltà ad uscire (descritta dal Collegio Ufficiale di Psicologi di Madrid) similmente a quanto è  accaduto a New York dopo attacchi 11 Settembre..

"E come avere i piedi legati è un impedimento per la corsa, così la tristezza."
Altre ricerche sottolineano come le informazioni diffuse dai Media (giornali,tv,social) generano
Preoccupazione 37,8% Impotenza 23,5%
Rabbia 10,4 % Indifferenza 10% Compassione 6,8% Paura 6,1% Dolore 4,4%.
Paura si , anche la Paura sembra dominare :
il 37,8% ha paura che ammali un familiare
20,4% paura della crisi economica
15,4% che si ammali un amico
11,7% paura del cambiamento
8,4% di rimanere isolato
5,7% di essere contagiato
vedi anche  )
Ma torniamo agli antichi. Abba Isaia diceva che lo spirito di tristezza «mette in opera numerosi strumenti di caccia, fino a che ti abbia tolto ogni vigore»
"Colui che domina le passioni signoreggerà sulla tristezza, mentre chi è vinto dal piacere non sfuggirà ai suoi legami." Evagrio
"Dolce è per tutti gli uomini il sorgere del sole, ma anche di questo si dispiace l'anima triste."
Come combattere allora l'Accidia ? 
Con l'accettazione, la pazienza e la perseveranza.
Giovanni Climaco ci ricorda che il rimedio più efficace è il pénthos , vivere e accettare la tristezza, mentre Crisostomo oppone alla tristezza la pazienza e la perseveranza.
"Chi vincerà il desiderio vincerà le passioni e il vincitore delle passioni non sarà sottomesso dalla tristezza."
"Come infatti colui che è ben corazzato respinge i colpi, così l'uomo privo di passioni non è ferito dalla tristezza."
Potremo concludere con questo pensiero: " Colui che si distacca dai piaceri del mondo non sarà turbato dai cattivi pensieri della tristezza."

domenica 22 febbraio 2015

Digital Self-Worship e Videoiperestesia



Identità Digitale tra narcisismo e multipersonalità

 'Selfie' a mental disorder ( American Psychiatric Association APA )
The disorder is called selfitis, and is defined as the obsessive compulsive desire to take photos of one’s self and post them on social media as a way to make up for the lack of self-esteem and to fill a gap in intimacy... there are three levels of the disorder:

    Borderline selfitis : taking photos of one’s self at least three times a day but not posting them on social media
    Acute selfitis: taking photos of one’s self at least three times a day and posting each of the photos on social media
    Chronic selfitis: Uncontrollable urge to take photos of one’s self  round the clock and posting the photos on social media more than six times a day.

 

Il narcisismo,  vanitoso compiacimento di sé che nei casi più gravi porta a manipolare eventi, persone,informazioni in funzione della valorizzazione del proprio ego.
Il narcisismo è ormai così diffuso nella società che da “malattia” può essere considerato una caratteristica sociale, centrano, probabilmente, due tecnologie che hanno dato un enorme sviluppo al narcisismo.( vedi Willy Pasini L'autostima )


Il telefonino, e ancor più nella sua evoluzione negli smartphone, con la sua litania «Io sono qui, tu dove sei?» è lo strumento tipico di una «comunicazione narcisista».Inoltre la cultura attuale dell'apparire, che ci viene trasmessa in particolare dalla televisione e dagli altri media, diventano cassa di risonanza del narcisismo. 

Potremo aggiungerci, ultimi arrivati, i social network, che consentono te 24 ore al giorno ( always on) di compiacersi per avere tanti amici e di poter esibire loro pensieri, foto, immagini, musiche, permettendo a tutti - l'illusione - di sentirsi al centro dell'attenzione: proprio quel che desiderano i narcisi.
Tuttavia la società odierna è talmente impregnata di narcisismo che sta mettendo in discussione il fatto di considerarlo malattia. Gli esperti statunitensi (Il comitato dell’American Psychiatric Association ) hanno dichiarato che quello del narcisismo è un tema che va rivisto alla luce di un cambio della società che è ormai risaputamente definita su l’immagine di sè.

ANNO 1993  Medical Tribune


 

lunedì 2 settembre 2013